Nicola la Notte

GUIDO LA SPEDIZIONE DELLA NAVE ITALICA

Lavoro all’ENEA, sede della Casaccia (Roma), presso l’Unità Tecnica per l’Antartide. Nel 1995 ho iniziato a partecipare alle missioni in Antartide ed ho lavorato presso la Basi: Mario Zucchelli (MZS), Concordia (Dome C), campo remoto di Talos Dome, M/N Italica. Questa per me è la ventunesima spedizione consecutiva in Antartide. Il mio ruolo durante la campagna in corso è quello di capo spedizione sulla M/N Italica. E’ mio compito assicurare il coordinamento funzionale e logistico delle operazioni nelle varie fasi, secondo quanto previsto nel Programma Esecutivo Annuale(PEA), impartendo le opportune direttive ai membri della spedizione e verficandone l’esecuzione fino al conseguimento degli obiettivi di programma. Inoltre dovrò esaminare e valutare, per ogni fase delle operazioni, le implicazioni di sicurezza per la incolumità di tutto il personale e per la salvaguardia dei beni e del prestigio connesso alla buona riuscita della spedizione.

    Giorgio Budillon

    Studio il ruolo degli oceani nel sistema climatico terrestre

    Sono nato a Napoli 53 anni fa ed il mare è sempre stato una componente fondamentale della mia vita personale e professionale. Sono Professore Ordinario di Oceanografia e Fisica dell’Atmosfera all’Università di Napoli “Parthenope” dove mi ero laureato in Scienze Nautiche (Oceanografia) nel 1989 e dopo poco meno di un anno ero già in Antartide al seguito della V spedizione del PNRA (1989/90); sono adesso alla mia 15a spedizione e anche quest’anno curerò il coordinamento scientifico a bordo della nave Italica. Sono responsabile del progetto MORSea (Marine Observatory in the Ross Sea) che si occupa di monitorare le condizioni ambientali in punti chiave di questo mare. Una volta recuperate le informazioni che gli strumenti hanno misurato negli ultimi due anni ne analizzeremo la variabilità alla ricerca di impercettibili anomalie che però possono avere conseguenze globali sul clima terrestre. Con grande pazienza abbiamo messo insieme oltre 20 anni di preziosi dati – cosa estremamente rara per queste zone – per studiare il clima marino antartico che i colleghi stranieri ci invidiano non poco.

      Giovanni Canduci

      Studio quante specie sono presenti in acqua, in particolare il krill e il silverfish

      Il mare è da sempre la mia vita, tutti i miei interessi ruotano intorno all’acqua salata. Sono nato in un piccolo paesino della Calabria Tirrenica, Bivona in provincia di Vibo Valentia il 20 Gennaio 1981. I miei parenti più cari avevano ed hanno attività lavorative legate alle stupende acque del mio paese. Sono cresciuto “giocando” a fare il pescatore con i miei zii paterni, da loro ho imparato le basi di quasi tutte le tecniche di pesca commerciali. Terminato il liceo ho proseguito gli studi fino alla laurea in Biologia Marina ad Ancona. E’ qui comincia il bello, ho avuto l’opportunità di fare uno stage al CNR-ISMAR di Ancona dove sono stato accolto a braccia aperte e ho trovato quello che cercavo: tecnologia all’avanguardia e persone che mi hanno permesso una formazione di alto livello sugli argomenti che più mi interessavano. Oggi mi occupo di stime di biomassa di specie pelagiche tramite metodologia acustica, la mia attività è divisa tra l’interpretazione di tracciati registrati con ecoscandagli scientifici e il campionamento diretto con reti pelagiche di quelle stesse tracce per la loro validazione.

        Mario Celussi

        Studio la biodiversità e i batteri nelle profondità del Mare di Ross

        Mi sono laureato in Scienze Naturali presso l’Università degli Studi di Trieste con una tesi sviluppata al (ex) Laboratorio di Biologia Marina di Trieste su microorganismi planctonici del Mare Adriatico Settentrionale. In seguito ho frequentato la scuola di dottorato in Scienze Polari dell’Università degli Studi di Siena, lavorando su campioni microbiologici provenienti dal Mare di Ross. Successivamente al dottorato di ricerca sono stato coinvolto, presso OGS, come post-doc prima e ricercatore poi, in diversi programmi aventi come oggetto principalmente acque Mediterranee. La mia formazione è prevalentemente ecologica e le attività di ricerca si sono sempre focalizzate sul ruolo fondamentale dei procarioti planctonici all’interno dei cicli biogeochimici, con un’attenzione alla loro biodiversità. La mia esperienza diretta in Antartide incomincia nel 2014 con uno studio su un ecosistema che è difficilmente tangibile dall’uomo: il mare profondo.

          Leonardo Langone

          Studio le variazioni di ghiaccio, temperatura, salinità e produttività biologica nella baia di Cape Hallett

          Sono un ricercatore senior presso l’Istituto di Scienze Marine del CNR di Bologna, laureato in Scienze Geologiche. I miei campi di ricerca comprendono: Ruolo degli eventi di cascata di acque dense di piattaforma nel trasferimento di particelle, materia organica e nutrienti verso il mare profondo; Cicli biogeochimici di carbonio e silice biogenica in Oceano Meridionale e Mar Mediterraneo; Ricostruzioni paleoambientali da profili di componenti biogeniche, elementi maggiori e in traccia, isotopi stabili e radionuclidi Natura, fonte e destino del carbonio organico sedimentario sui margini continentali utilizzando composizione elementale, isotopi stabili e biomarcatori; Stima del tasso di crescita della CO2 atmosferica in aree oceaniche remote e regioni polari; Geocronologia di sedimenti moderni attraverso radionuclidi a vita breve per studi stratigrafici, bilanci di massa o ricostruzione dell’inquinamento in ambienti marini e lacustri. Dal 1988, lavoro su progetti antartici che spaziano da studi sul sedimento, in colonna d’acqua e all’interfaccia oceano-atmosfera. Ho al mio attivo 10 campagne oceanografiche nel Mare di Ross su navi da ricerca italiane, norvegesi ed americane. Coordino attualmente il progetto HOLOFERNE per l’analisi dei sedimenti marini nella baia di Cape Hallett

            Esther Colizza

            Studio le variazioni ambientali e climatiche negli ultimi 10000-12000 anni nella baia di Cape Hallett

            Sono sedimentologa, ricercatrice presso il Dipartimento di Matematica e Geoscienze dell’Università degli Studi di Trieste presso la quale insegno corsi di Geologia e Sedimentologia per futuri geologi e maturi archeologi. Mi occupo di sedimenti, sia marini che no, che studio in chiave dinamica (relazione fra correnti e trasporto dei sedimenti) che ambientale. Da una decina di anni la mia ricerca è approdata all’Antartide. Collaboro attivamente con il Museo Nazionale dell’Antartide, sezione di Trieste. Attualmente sono responsabile del progetto PNRA “ROSSLOPE II: Dinamica sedimentaria passata ed attuale nel Mare di Ross: un approccio multidisciplinare allo studio della scarpata continentale”, progetto finanziato per il biennio 2014-2016, che segue il precedente Progetto ROSSLOPE, sviluppato nel periodo 2011-2014. Nell’ambito della XXXI Spedizione Italiana in Antartide collaboro con progetto HOLOFERNE. La mia attività è focalizzata sullo studio dei sedimenti marini per ottenere le informazioni utili alla ricostruzione delle variazioni ambientali e climatiche del passato.

              Federico Giglio

              Studio anche io le variazioni ambientali e climatiche nella Baia di Capa Hallett

              Laureato in Scienze Geologiche, (1996), ho dal 1995 l’Istituto di Scienze Marine di Bologna (già Istituto di Geologia Marina) e dal 2006 sono ricercatore di ruolo. Mi occupo principalmente di geochimica ambientale, con particolare riferimento all’analisi dei cicli biogeochimici nei margini continentali di carbonio e silice Biogena, e alla composizione elementale, isotopi stabili, biomarker del particellato marino. Mi interesso di ricostruzioni paleoambientali da profili di componenti biogene, isotopi stabili e radionuclidi e di geocronologia con radionuclidi a vita breve, e studi dei processi di interazione acqua/sedimento/atmosfera.

                Diego Coterle

                Collaboro alla fase di prelievo dei sedimenti marini nella Baia di Cape Hallett

                Lavoro presso l’Istituto Nazionale di Oceanografia Geofisica Sperimentale (OGS) di Trieste dal 2002 in qualità di tecnico elettronico. Mi occupo di GIS e durante le campagne oceanografiche seguo la navigazione, fornisco supporto elettronico ed informatico e mi occupo di acquisizione dati geofisici attraverso diversi strumenti: multibeam, subbottom, side scan sonar, sismica mono e multicanale. Ho partecipato a diverse campagne oceanografiche in Mediterraneo, Artide ed Antartide a bordo di navi da ricerca italiane e straniere. Lavoro anche su piccole imbarcazioni sotto costa per effettuare rilievi morfobatimetrici. Durante l’attività a mare do il mio supporto anche nelle fasi del prelievo di sedimenti marini.

                  Stefano Ferriani

                  HO REALIZZATO IL SISTEMA DI NAVIGAZIONE “MYWAY” IMPIEGATO sulla nave Italica

                  Quattro anni fa, mi è stato chiesto di sviluppare un nuovo sistema informatico dedicato alle campagne oceanografiche del PNRA. Per me, uomo di pianura, la realizzazione di un “navigatore marino” è subito parsa una sfida e quindi un’irrinunciabile opportunità di ampliare le mie conoscenze. Ho così partecipato alle due precedenti campagne oceanografiche in Antartide per realizzare un prototipo che, in questa campagna, è impiegato come sistema di navigazione “ufficiale”.
                  Cercherò di portare questa esperienza all’interno della Divisione per lo sviluppo sistemi per l’Informatica e l’Ict di ENEA cui appartengo e nella quale mi occupo di sistemi informativi per la tutela del patrimonio artistico e dello sviluppo di modelli computazionali applicati alle scienze sociali.

                    RICCARDO SCIPINOTTI

                    HO REALIZZATO L’INTERFACCIAMENTO DEI SENSORI DELLA NAVE ITALICA COL SISTEMA MYWAY

                    Sono romano “de Roma” e, se il 16 Settembre 1979 quando sono nato, qualcuno mi avesse detto che un giorno sarei stato imbarcato in una nave oceanografica con rotta verso l’Antartide, non gli avrei mai creduto. Ho sempre saputo che le materie scientifiche sono una mia grande passione, sin da quando la maestra elementare di matematica mi metteva “professore” come voto alle prime addizioni. Da quei giorni, ho perseguito la carriera scientifica che mi ha portato alla laurea e al successivo dottorato, nel 2009, in ingegneria elettronica all’università Sapienza di Roma, rispettando, in un certo modo, il suggerimento della mia maestra. Negli anni successivi ho continuato a fare ricerca sui sistemi elettronici per analisi biomolecolari fino a Dicembre 2012 quando sono stato assunto all’ENEA con sede Bologna nell’attuale laboratorio di ingegneria sismica e prevenzione dove mi occupo di isolamento sismico e sviluppo di sistemi elettronici per il monitoraggio tramite sensori.

                      Giuseppe Caivano

                      Sono responsabile di TELECOMUNICAZIONE E INFORMATICA a bordo DELLA NAVE ITALICA.

                      Sin da che ho memoria mi ricordo con un PC in mano e non per usare i videogame bensì per cercare di carpirne i segreti di funzionamento. Sono cresciuto con il mito della comunicazione globale, così passando dai primi comunicatori telefonici al più sofisticato dei router Cisco ho avuto l’onore e la fortuna di affinare e sviluppare questa mia passione, nei contesti a più alto contenuto scientifico e tecnologico del paese quali il Centro Comune di Ricerca della Commissione Europea, Telecom Italia, ENI e la direzione tecnologie informatiche gruppo Auchan. Oggi lavoro all’ENEA e sulla Nave Italica mi occupo di tutto quello che concerne i sistemi di comunicazione satellitare e dell’infrastruttura informatica di bordo per assicurare il collegamento con il mondo e lo scambio dati a tutta la comunità’ scientifica.

                        Riccardo Maso

                        COORDINo I SERVIZI TECNICI A BORDO DELLA NAVE ITALICA e la sicurezza sul lavoro alla base Mario Zucchelli

                        La mia storia lavorativa allíAgenzia ENEA inizia nel 1981 dopo il conseguimento del Diploma di Perito Industriale. Allora era il CNEN (Comitato Nazionale per l’Energia Nucleare). Mi occupavo di sviluppare SW per acquisizione dati al fine stabilire il tasso di guasto di strumentazione sottoposta a prove climatiche che ne acceleravano l’invecchiamento. Nel 1998, ho iniziato la collaborazione con l’Unit‡ Tecnica Antartide occupandomi di impiantistica nel Campo Estivo di Dome C. Nel 2001 sono approdato alla nave Italica per occuparmi della manutenzione ed uso dei verricelli a supporto delle attivit‡ scientifiche. Nel corso degli anni, una naturale evoluzione mi ha portato ad occuparmi: sia di alcuni aspetti relativi alle normative di sicurezza del lavoro sia di ricoprire il ruolo di Campo Spedizione a bordo della nave Italica e nella Stazione Concordia.

                          ALBERTO ALBANI

                          Sono medico A BORDO DELLA NAVE ITALICA

                          Ho sempre avuto la passione per il mare. Ho cominciato frequentando da ragazzo il Centro velico di Caprera per poi continuare a fare vela, a tutti i livelli, nel corso degli anni. Fino ad oggi la mia più grande impresa era stata quella di attraversare l’atlantico con guscio di 13 metri. Quando mi si è offerta l’opportunità di navigare per l’Oceano del Sud non mi è parso vero. E così passerò questi due mesi facendo il pendolare avanti e indietro tra la Nuova Zelanda e l’Antartide, per accompagnare i vari membri della spedizione, per un totale di 10.000 miglia marine! Nella “vita reale” dirigo il Pronto Soccorso e la Medicina d’Urgenza dell’Ospedale di Pescara, il più grande d’Abruzzo e uno dei più grandi d’Italia per numero di accessi/anno. Passare da un grande caos organizzato, alla contemplazione silenziosa della natura è quanto di più bello si possa desiderare! Sperando che il mio intervento si limiti alla distribuzione di cerotti per il mar di mare. Nel primo viaggio solo 21. Ottimo.

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