C’imbarchiamo in un avvincente viaggio con l’Italica, la nave polare del Programma Nazionale di Ricerca in Antartide (PNRA), all’interno della XXXI spedizione condotta dall’Italia in Antartide.

Partiamo dal porto di Lyttelton, vicino alla città di Christchurch in Nuova Zelanda, alla volta della stazione Mario Zucchelli, nella baia di Terranova, per proseguire in seguito lungo la costa del continente più a sud del pianeta.

Durante un mese e più di 10.000 Km di avventura in alto mare, la squadra di scienziati italiani studierà il ruolo svolto dal Mare Antartico nei mutamenti del clima a livello globale.

Sii pronto a condividere le difficoltà della ricerca e l’eccitazione delle scoperte in territori remoti.

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LA MISSIONE: ESTRARRE I SEGRETI DEL CLIMA DA ACQUE FREDDE E PROFONDE  

La ricerca sul clima nel Mare di Ross, in Antartide, è ormai un tema caldo, soprattutto da quando l’area è diventata la più grande riserva marina protetta.

Lo storico accordo internazionale, firmato nel Novembre 2016, mira non solo a preservare gli inviolati ecosistemi marini dell’Antartide, ma vuole anche offrire agli scienziati un laboratorio naturale, unico nel suo genere, per rilevare sia gli effetti che l’evoluzione del cambiamento climatico.

I ricercatori considerano il Mare di Ross come il più affidabile “Termometro della Terra”. Durante gli ultimi anni, hanno analizzato il ruolo cruciale che le sue acque svolgono in quello che si chiama il ciclo termodinamico globale.

Attraverso questo ciclo continuo, le freddi correnti che scorrono dall’Antartide verso l’emisfero Nord finiscono per assorbire l’eccesso di calore che si accumula constantemente nelle regioni temperate e tropicali, dove vive la maggioranza della popolazione mondiale.

I ricercatori sull’Italica prevedono di raccogliere nuovi indizi che possano aiutare a capire se questo meccanismo di compensazione termica planetaria è suscettibile di essere compromesso a causa del riscaldamento globale indotto dall’uomo.

Misurazioni speciali eseguite durante le ultime spedizioni hanno già confermato la graduale alterazione delle proprietà fisiche e chimiche del Mare di Ross. Si tratta di un diretto effetto dell’aumento delle temperature globali prodotto dalle emissioni di CO2.

Queste mutazioni rappresentano una minaccia per il fisiologico e benefico processo di raffredamento globale innescato dall’Antartide. Il rischio è un totale blocco del processo stesso, che renderebbe il cambiamento climatico ancora più pericoloso per le nostre vite.

I ricercatori stano provando a “parlare” alle fredde acque dell’Antartide per avere una risposta alla domanda: siamo realmente responsabili del riscaldamento globale e, al tempo stesso, ne saremo le possibili future vittime?

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LA NAVE: ITALICA, UNA LEGENDA

Tutto è iniziato nel 1990, l’anno della VI spedizione del PNRA: per la prima volta si noleggia dalla società Diamar la nave Italica, che diventerà negli anni a seguire la nave della logistica e della ricerca oceanografica del PNRA.

Nata nel 1981 nei cantieri russi di Vyborg, lunga oltre 130 m e con una stazza di oltre 4.000 t, l’Italica si dimostra da subito il mezzo ideale per supportare logisticamente le spedizioni antartiche.

Successivamente modificata per permettere il trasporto del particolare carburante Jet-A1 per climi estremi e per installare apparecchiature scientifiche oceanografiche, l’Italica continua ancor oggi ad essere il mezzo più utilizzato dal PNRA per il trasporto di persone e materiali verso il continente polare, nonché per le campagne oceanografiche nel Mare di Ross e nel settore est dell’Oceano Meridionale.

Tuttavia, l’Italica è stata peceduta da gloriose antenate. Sin dalla I spedizione il PNRA ha infatti utilizzato mezzi navali per raggiungere l’Antartide.

Nel 1985 il personale del PNRA giunge a Baia Terra Nova con la Polar Queen, una nave norvegese classe ghiaccio del 1983, in grado di alloggiare 53 persone, oltre 2500 m3 di carico e due elicotteri.

Nei due anni seguenti viene utilizzata una nave più grande, la Finnpolaris (160 m), in grado di trasportare, oltre a 75 passeggeri anche i moduli pre-assemblati dell’intera Base.

Nella III spedizione, affiancano la Finnpolaris altre due navi: la Polar Queen e l’Explora (73 m). L’Explora, successivamente acquisita dall’OGS – Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale, è l’unica nave da ricerca con capacità oceaniche di proprietà di un Ente pubblico attualmente esistente in Italia. Con essa il PNRA ha effettuato importanti attività scientifiche in dieci campagne di ricerca in Antartide.

Nel 1988 le attività logistiche del PNRA sono affidate alla Barken, una nave di 120 m di lunghezza, alla quale nell’anno successivo viene affiancata, per le ricerche scientifiche, la Cariboo.

RottAntartide2016: Squadra della spedizione
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RottAntartide2016: Italia in Antartide
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