I pinguini sono incantevoli, certo. Ma l’Antartide è molto di più…

La leggendaria terra dei ghiacci è forse il luogo meno giornalistico della Terra. Fantastiche immagini, ma poche notizie, giungono al pubblico. Molti sognano di andarci. Pochi sanno cosa vi accada veramente.

I media tendono a mostrarne gli aspetti più favolosi, relegando il confine meridionale del pianeta nella sua remota aura di mistero, lontano dall’attualità quotidiana. Eppure, l’estremo sud è più vicino a noi di quanto immaginiamo. E il più grande laboratorio naturale al mondo dove tecnici e scienziati lavorano gomito a gomito per tentare di prevedere i mutamenti climatici e non solo, da cui dipende il destino di noi tutti.

L’Antartide è coperto per il 99.6% da ghiaccio, ma sta registrando un aumento delle temperature fino a cinque volte superiore alla media planetaria. Lo stesso accade nel Mare Meridionale, più comunemente chiamato Mare Antartico, con un incredibile aumento di 1°C rispetto al 1995. Un oceano più caldo scioglie il ghiaccio dal di sotto ed è responsabile di circa il 55% della perdita totale di massa. Si tratta di numeri allarmanti che rappresentano una minaccia per luoghi fino ad oggi non contaminati dall’uomo, che conservano storie vitali sulla Terra e la lotta per la sopravvivenza.

Route to South  s’impegna a migliorare l’informazione su ciò che sta succedendo realmente in Antartide, al fine di sensibilizzare l’opinione sulla necessità di proteggere sia la dimensione inviolata sia l’inesauribile valore per la ricerca del continente antartico. Siamo particolarmente concentrati su iniziative che permettano di raggiungere i seguenti obiettivi: sviluppo di ricerche climatiche e scientifiche, monitoraggio della salute degli ecosistemi, riduzione degli effetti della pesca eccessiva, promozione di un turismo sostenibile.

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Sviluppo di ricerche climatiche e scientifiche

L’Antartide è uno dei migliori luoghi sulla terra per capire sia il cambiamento climatico sia la storia del nostro clima, permettendo agli scienziati di fare previsioni molto accurate sui futuri sviluppi e fornire informazioni ai politici e, in generale, a tutti i soggetti preposti alle decisioni.

Inoltre, l’Antartide è un posto speciale per diverse altre aree di ricerca.

Lo studio delle dinamiche dei blocchi di ghiaccio e dei ghiacciai in Antartide sono continuamente monitorati da intensivi programmi di studio internazionali. La geologia è particolarmente importante se consideriamo la ricchezza delle informazioni contenute nelle rocce coperte dal ghiaccio. Alcune di esse sono composte da strutture ignitiche e metamorfiche con più di 9 miliardi di anni. Non sono solo importanti per la storia geologica della terra. Sono anche una finestra sulla storia del sistema solare. È infatti l’Antartide il posto migliore per trovare meteoriti.

L’Astronomia è un’altra importante area di ricerca. L’Antartide offre un privilegiato e unico punto di vista per scrutare la volta celeste per osservazioni vicino alla Terra, sull’atmosfera superiore, solari, astrofisiche e astronomiche.

Lo studio degli ecosistemi e della biodiversità è anch’esso un campo molto prolifico, svolto da scienziati che si adoperano per comprendere l’evoluzione e la diversità della vita in Antartide e come esse abbiano prodotto i suoi unici ecosistemi.

Ultimo ma non meno importante, la medicina è anch’essa presente con i suoi studi sulle caratteristiche psicofisiche e i mutamenti genetici nell’adattamento dell’uomo alle estreme condizioni riscontrate in Antartide.

E la lista potrebbe essere ancora più lunga.

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Monitoraggio della salute degli ecosistemi

L’Antartide è un regno colmo di vita. I mari che costeggiano il continente sono estremamente fecondi grazie all’abbondanza del fitoplancton composto da diversi organismi che vanno da microscopiche alghe fino al krill che costituisce una particolare varietà di gamberetti.

Il rapido aumento delle temperature sta avendo effetti sulle piante come sugli animali. Si è vista una marcata diminuzione del krill presente in queste acque e nuove piante stanno ricoprendo la terra che una volta era intrappolata dal ghiaccio perenne.

Le specie indigene si sono adattate, negli anni, alle condizioni davvero speciali di questa parte del mondo. Lo scioglimento di neve e ghiaccio potrebbe rappresentare un enorme problema per la sopravvivenza di queste forme di vita, dati i forti squilibri nella catena alimentare che porterebbe con sé. Minaccia che colpisce sia l’ecosistema terrestre sia quello marino.

Lo stesso vale per gli animali più caratteristici del Antartide: i pinguini. Le loro capacità riproduttive sono drammaticamente diminuite nelle zone dove il ghiaccio si è sciolto troppo presto nella stagione estiva o dove il terreno è divenuto umido a causa dell’aumento delle nevicate.

I dati mostrano, inoltre, come un sempre crescente numero di foche si ritrova ad avvicinarsi alle coste, danneggiando la vegetazione. Un esempio che comprova la sottile interrelazione tra i diversi ecosistemi ed il loro equilibrio.

Per meglio proteggere tali ecosistemi, occorre continuamente studiare e monitorare la loro vita. E’ inoltre necessario di capire le cause, gestirne gli effetti ed evitare qualsiasi possibile shock per l’ambiente e le specie che li abitano.

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Ridurre l’impatto della pesca eccessiva

Oggi sappiamo che almeno il 90% delle reserve mondiali di pesce sono oltremodo sfruttate. La pesca eccessiva è diventata più la regola che l’eccezione. Un’attività di un’industria senza freno che lavora giorno e notte per svuotare i nostri mari di risorse importanti. A un ritmo, non serve nemmeno dirlo, insostenibile per l’ambiente.

L’Antartide è stato preservato durante tutti questi anni grazie alle dure condizioni e i costi esorbitanti per accedere ai mari che lo circondano. La situazione sta tuttavia cambiando a un passo accelerato.

La pesca è l’unico sfruttamento di risorse attualmente in atto in Antartide, con influenze negative su krill, merluzzi e altre singolari specie che popolano i suoi mari.

Anche piccoli sbilanciamenti in questi ecosistemi possono destabilizzare irreparabilmente diverse popolazioni di animali. Molte sono, inoltre, le non necessarie vittime, uccise accidentalmente nel tentativo di pescare altre specie più richieste sui mercati, intrappolate nelle reti dei pescherecci. Interi habitat vengono distrutti dagli arnesi da pesca.

Questo è ciò che succede ogni giorno nel Mare Meridionale, un’area ricca di vita. Ciò che vogliamo non è una completa protezione, strada poco praticabile, bensì un’adeguata regolamentazione della pesca. Le incertezze sui dati e la pesca illegale, non riportata e spesso non regolata, sono i principali problemi da risolvere se vogliamo mantenere la situazione sotto controllo. Ci serve una forte capacità di gestione, per preservare il nostro ambiente e salvare l’Antartide.

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Promozione di un turismo sostenibile

L’Antartide è molto interessante e ricco di storia naturale. Ha l’abilità di farci sentire più connessi alla nostra dimensione interiore e farci trovare il nostro posto sul pianeta.

Il più delle volte è un esperienza gratificante, la quale tuttavia deve essere fondata sul rispetto. Rispetto che poggia sulla consapevolezza della fragilità dei nostri ecosistemi, specialmente se pensiamo che il turismo crescerà numericamente.

Un turismo sostenibile significa, secondo il Trattato dell’Antartide del 1959, che le attività turistiche sul continente non devono avere un impatto negativo sull’ambiente antartico, né tanto meno sul suo valore scientifico ed estetico.

Per attuarlo, diverse politiche sono raccomandate: sviluppo di linee guida generali, riconoscimento dei valori ambientali tramite una sana regolamentazione, ricerca e monitoraggio come base per l’adozione di decisioni ragionevoli, controllo dell’accesso e introduzione di sistemi di sorveglianza a bordo delle navi turistiche.

Prima di ogni altra cosa, dobbiamo essere capaci di creare un turista informato. Il miglior modo per rispettare qualcosa è imparare a conoscerla.